La battaglia contro il termovalorizzatore di Santa Palomba sbarca a Bruxelles. Un'organizzazione rappresentativa dei comitati locali ha depositato una memoria ufficiale alla Commissione Petizioni del Parlamento europeo, accendendo nuovamente la polemica su uno dei progetti più controversi della capitale. Il documento, consultato in anteprima, contiene accuse pesanti nei confronti di come è stata gestita l'intero iter autorizzativo dell'impianto.

Secondo quanto denunciato dai comitati, la procedura sarebbe viziata da carenze significative nella fase istruttoria e da violazioni sostanziali della normativa europea. Inoltre, viene segnalato un presunto conflitto di interessi di proporzioni eccezionali nelle decisioni assunte dagli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni. Gli attivisti ritengono che queste irregolarità abbiano compromesso la legittimità stessa del processo decisionale.

La scelta di ricorrere alle istituzioni europee rappresenta un'escalation nella contrapposizione locale. I comitati, finora impegnati in battaglie sul territorio romano, provano ora a ottenere il supporto dei meccanismi di controllo comunitari per sottoporre la questione a un vaglio internazionale. La Commissione Petizioni dispone di poteri investigativi sui procedimenti amministrativi degli Stati membri che potrebbero violare il diritto europeo.

Il termovalorizzatore di Santa Palomba rimane uno dei temi più delicati della gestione rifiuti a Roma, con la giunta comunale che lo considera strategico per superare l'emergenza smaltimento, mentre i cittadini dei quartieri limitrofi e i rappresentanti ambientalisti continuano a opporsi fermamente. Con questo passaggio europeo, il dossier assume ora una dimensione che va oltre il dibattito locale, con rischi potenziali per l'amministrazione qualora Bruxelles riscontrasse effettive irregolarità.