La successione a Donald Trump all'interno dello schieramento repubblicano si complica. Mentre fino a poco tempo fa il vicepresidente JD Vance appariva come l'erede naturale per guidare il movimento Maga alle prossime elezioni presidenziali, nuovi attori politici stanno entrando in gioco. Un'operazione coordinata di donatori conservatori ha infatti avviato una campagna silenziosa per convincere Marco Rubio, attuale segretario di Stato, a candidarsi nel 2028. La mossa, soprannominata "Draft Rubio" dagli osservatori politici, rappresenta un tentativo di aprire il campo delle candidature all'interno del blocco trumpiano.

L'eclissi di Vance sulla questione mediorientale sembra aver fornito l'opportunità ai fautori di Rubio per accelerare le loro mosse. Il vicepresidente, in genere molto visibile nelle vicende internazionali, avrebbe fatto registrare una minore presenza nel dibattito pubblico riguardante la crisi in Medio Oriente, creando uno spazio di visibilità che altri aspiranti al ruolo di numero uno potrebbero sfruttare. Rubio, forte della sua esperienza al Dipartimento di Stato e della sua consolidata credibilità sul palcoscenico internazionale, rappresenterebbe un'alternativa credibile.

L'operazione degli oligarchi conservatori si svolge per ora nell'ombra, senza dichiarazioni ufficiali o campagne pubbliche. Tuttavia, gli osservatori politici avvertono che questa manovra potrebbe trasformarsi in una competizione esplicita nei prossimi mesi, soprattutto se Vance non riuscisse a consolidare ulteriormente la propria posizione all'interno della coalizione trumpiana. La questione della successione rimane uno dei temi più delicati della politica americana post-Trump.

Rubio gode di una reputazione solida tra i circoli conservatori e ha mantenuto un profilo moderatamente indipendente pur rimanendo fedele alla linea trumpiana su molte questioni cruciali. La sua nomina a capo della diplomazia americana lo ha reso una figura centrale nelle politiche estere dell'amministrazione, con visibilità globale potenzialmente utile per una futura candidatura presidenziale. Rimane tuttavia incerto se il senatore della Florida abbia intenzione di assecondare questa spinta dei grandi finanziatori.