Continua l'emergenza sicurezza in acqua in Francia, dove il bilancio dei decessi per annegamento ha raggiunto quota 131 dal 19 giugno a oggi. Un dato allarmante comunicato dalla ministra dello Sport e della Gioventù Marina Ferrari, che rivela un incremento di quasi il 20% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Il precedente conteggio ufficiale si fermava a oltre 90 vittime nello stesso arco temporale.

L'analisi per fasce d'età traccia un quadro preoccupante e differenziato: i minori sotto i 18 anni rappresentano il gruppo più colpito, seguiti dagli ultrasessantenni. Tuttavia, le circostanze in cui avvengono gli incidenti variano significativamente tra i due gruppi. Come ha sottolineato la ministra Ferrari durante una visita nella Val-de-Marne, la maggior parte degli annegamenti tra i giovani si verifica in zone balneari prive di sorveglianza o non autorizzate, aree dove le misure di sicurezza risultano completamente assenti o insufficienti.

Per quanto riguarda gli anziani, il fenomeno presenta caratteristiche diverse: gli incidenti mortali si concentrano principalmente all'interno di piscine private, spazi che teoricamente dovrebbero offrire maggior controllo rispetto alle acque libere. Questo dato suggerisce criticità diverse, potenzialmente legate a condizioni di salute, mancanza di sorveglianza adeguata o insufficiente assistenza in caso di difficoltà.

L'aumento del 20% rispetto all'anno precedente rappresenta un segnale di allarme che ha spinto le autorità francesi a intensificare l'attenzione sulla prevenzione. Le dichiarazioni della ministra Ferrari evidenziano la necessità di interventi mirati: da un lato, il rafforzamento della vigilanza nelle aree balneari non controllate e dall'altro, una maggiore sensibilizzazione sulla sicurezza in piscina, soprattutto per quanto riguarda gli anziani che potrebbero avere limitazioni fisiche o di salute.