La strada sembra tracciata per il vertice europeo di giovedì. Secondo quanto trapelato da ambienti comunitari, il finanziamento destinato all'Ucraina rappresenta una questione già risolta e non tornerà sul tavolo dei negoziati. Un portavoce di alto livello dell'Unione Europea ha confermato questa linea, sottolineando come la delibera sia stata formalizzata nel corso della sessione di dicembre e pertanto non necessiti di ulteriori discussioni negli organi decisionali del blocco.

Il messaggio che emerge da Bruxelles è chiaro: quella del prestito è una pratica conclusa, che richiede esclusivamente l'ottemperanza degli Stati membri. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, starebbe insistendo affinché tutti i partner rispettino quanto già concordato, scongiurando possibili riaperture di una questione considerata ormai definitiva dalle istituzioni comunitarie.

Parallela ma distinta rimane la questione legata all'oleodotto Druzhba. L'Ue continua a fornire supporto tecnico a Kiev per le operazioni di ripristino dell'infrastruttura energetica. Tuttavia, secondo le fonti, questo filone rappresenta un capitolo completamente separato rispetto al dossier del prestito, evitando così possibili contaminazioni tra i due dossier geopolitici.

La posizione ribadita da Bruxelles evidenzia come l'esecutivo comunitario intenda mantenere fermezza sugli impegni già assunti nei confronti dell'Ucraina, bloccando eventuali tentativi di riaprire negoziati o rimettere in discussione decisioni già formalmente adottate. Un segnale di continuità nella strategia europea di sostegno a Kiev in questa fase della crisi.