La leadership di Benyamin Netanyahu entra in una fase critica secondo i dati emersi da un rilevamento condotto dalla televisione israeliana Channel 12. Lo studio fotografa un quadro politico frammentato in cui la fiducia nel primo ministro risulta minoritaria: il 60% della popolazione lo considera una figura poco affidabile, mentre solo il 38% mantiene una valutazione positiva sotto questo aspetto.
La situazione assume contorni ancora più delicati quando si osservano i dati relativi ai potenziali sfidanti di Netanyahu. Gadi Eisenkot, individuato come suo principale rivale nella competizione politica, vede riconosciuta una maggiore credibilità da parte degli intervistati: il 54% lo giudica affidabile, contro il 29% che nutre dubbi nei suoi confronti. Anche Naftali Bennett, l'ex primo ministro che ambisce a competere per il ritorno al potere, raccoglie valutazioni contrastanti, con il 53% degli intervistati che lo ritiene inaffidabile e il 41% disposto a fidarsi di lui.
I problemi di consenso non si limitano alla questione della credibilità personale. Il sondaggio rivela che le recenti iniziative legislative promosse dalla coalizione governativa esercitano un'influenza significativa sulle intenzioni di voto degli israeliani. In particolare, quasi due terzi dei cittadini interrogati hanno dichiarato che i provvedimenti normativi in discussione, tra cui proposte volte a consentire agli uomini della comunità Haredi di sottrarsi agli obblighi di leva militare, influenzeranno le loro scelte elettorali.
Lo studio rappresenta un termometro politico preoccupante per l'esecutivo: la combinazione tra il calo di fiducia personale nel capo del governo e la reazione negativa alle politiche sulla coscrizione militare disegna uno scenario elettorale potenzialmente instabile. Sebbene il rilevamento non specifichi il numero esatto di cittadini intervistati né il margine d'errore statistico, i dati aggregati suggeriscono un significativo margine di vulnerabilità politica per l'attuale governo israeliano.