A poco più di una settimana dal devastante doppio terremoto che ha scosso il Venezuela, arrivano notizie incoraggianti dal fronte della ricostruzione delle infrastrutture. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha comunicato che nello Stato di La Guaira, la zona più duramente colpita dagli eventi sismici di magnitudo 7,2 e 7,5 dello scorso 24 giugno, è stata ristabilita la quasi totalità dei servizi di energia elettrica. I tecnici hanno infatti riattivato il 96% della rete, permettendo il ritorno alla piena operatività di 21 stazioni di trasformazione cruciali per la distribuzione della corrente.

Durante un sopralluogo nelle aree interessate, in particolare nella località di Macuto, la responsabile dell'esecutivo ha illustrato lo stato di avanzamento dei lavori di ripristino. Sebbene la situazione energetica presenti un quadro decisamente positivo, la situazione idrica rimane ancora problematica: il servizio di acqua potabile è tornato operativo solamente nell'84% dei luoghi, mentre le comunità ancora raggiungibili solo con difficoltà ricevono i rifornimenti attraverso cisterne mobili gestite dalle autorità locali.

Meno incoraggianti sono invece i risultati relativi alle telecomunicazioni. La rete della società statale Cantv continua a presentare danni consistenti, e gli interventi per il suo pieno ripristino sono ancora in corso senza una data certa di conclusione. Questa situazione complica ulteriormente la capacità dei cittadini di contattare parenti e amici nei territori colpiti.

Il bilancio complessivo della catastrofe naturale rimane tragicamente pesante. Secondo i dati ufficiali diffusi dalle autorità venezuelane, il bilancio delle vittime accertate ammonta a 3.899 morti, mentre i feriti superano i 16.700. Oltre 17.900 persone hanno perso le proprie abitazioni e si trovano attualmente sfollate. I soccorritori hanno finora salvato circa 6.460 persone intrappolate sotto le macerie. Questo sisma rappresenta l'evento sismico più letale che il Venezuela abbia affrontato nel corso dell'ultimo secolo, sottolineando l'eccezionalità della tragedia in corso.