Nuova emergenza energetica a Cuba. Nel pomeriggio di oggi, attorno alle 16.30 ora locale, l'intero sistema di distribuzione elettrico dell'isola ha subito un collasso totale. Lo ha confermato la compagnia statale Unione Elettrica (Une), comunicando la "disconnessione completa del Sistema elettroenergetico nazionale". Si tratta del quarto evento di questo tipo nel 2026 e dell'ottavo negli ultimi ventiquattro mesi, a testimonianza di una situazione sempre più critica.

Il tempismo del disastro non potrebbe essere peggiore: il nuovo blackout arriva soltanto quattro giorni dopo un precedente collasso e coincide con la fase più acuta della crisi energetica che affligge l'arcipelago caraibico. I numeri parlano da soli e raccontano di una situazione insostenibile. Durante le ore di maggior consumo, la produzione disponibile si fermava a circa 935 megawatt, mentre la richiesta effettiva raggiungeva i 3.100 megawatt. Emerge dunque un deficit spaventoso di oltre 2.100 megawatt. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che più di cento impianti di generazione distribuiti risultavano già offline, impossibilitati a funzionare per la mancanza di carburante.

Le cause di questa spirale negativa affondano le radici in problemi strutturali di lunga data. Le centrali termoelettriche che alimentano Cuba, la cui costruzione risale a quattro o sei decenni fa, si trovano in condizioni critiche dovute a decenni di manutenzione insufficiente. Parallelamente, il paese fronteggia una carenza prolungata di petrolio, risorsa essenziale per il funzionamento di questi impianti. La combinazione di infrastrutture obsolete e scarsità di combustibili ha creato una situazione praticamente inarrestabile.

Il recupero del servizio non sarà né rapido né semplice. Secondo i piani della Une, la riconnessione della rete richiederà innanzitutto la creazione di piccoli sistemi locali isolati, dopodiché si procederà gradualmente al riallacciamento delle principali strutture di generazione. Un'operazione complessa che gli esperti stimano possa durare molte ore, se non addirittura diversi giorni. Nel frattempo, milioni di cubani rimangono al buio, in attesa di soluzioni che tardano ad arrivare.