Momenti di grande tensione hanno caratterizzato la visita di Nicolás Ernesto Maduro Guerra, il figlio del precedente capo di stato che ha retto il Venezuela dal 2013 al 2026, nelle comunità di La Guaira devastate dal terremoto dello scorso 24 giugno. Secondo quanto riferito dalla televisione norvegese TV2, abitanti del complesso residenziale Hugo Chávez appartenente al programma nazionale di edilizia popolare hanno manifestato apertamente il loro malcontento nei confronti di Maduro Jr e del parlamentare chavista Jorge Arreaza, ex coniuge di una delle figlie di Hugo Chávez.
L'episodio più significativo ha riguardato Damely Yaneth Díaz, una residente che ha rivolto durissime accuse al giovane politico, responsabilizzandolo della perdita della propria figlia nel disastro sismico. "Dovreste finire tutti in prigione. Non ho perso una cucina, ho perso una figlia", ha gridato la donna in faccia ai rappresentanti istituzionali, esprimendo il dolore e la rabbia della popolazione colpita.
La trasmissione televisiva scandinava ha documentato inoltre le condizioni disastrose in cui versano numerosi edifici della missione abitativa bolivariana, che risultano tra i più gravemente danneggiati dal terremoto. Le inchieste hanno evidenziato come le strutture sarebbero state realizzate utilizzando materiali costruttivi scadenti e fondamenta posizionate su terreni non adeguatamente preparati, sollevando interrogativi sulla responsabilità nella costruzione e sulla manutenzione di questi complessi residenziali destinati alla popolazione a basso reddito.
L'accaduto riflette il crescente malcontento sociale in Venezuela legato tanto alle conseguenze del disastro naturale quanto alle pregresse criticità infrastrutturali che hanno amplificato i danni e le vittime. La visita istituzionale, anziché rappresentare un momento di rassicurazione per i cittadini, si è trasformata in un catalizzatore di proteste e recriminazioni verso la gestione governativa e la qualità dei progetti sociali promossi dal regime.