La magistratura venezuelana ha avviato una verifica ufficiale presso il cimitero municipale La Esperanza, situato nello Stato di La Guaira, per monitorare la gestione dei defunti non ancora identificati a seguito del devastante terremoto che ha colpito il Paese il 24 giugno scorso. L'ispezione rappresenta uno dei primi passi concreti volti a garantire trasparenza nella gestione dell'emergenza umanitaria conseguente al disastro naturale.

Secondo quanto dichiarato dal procuratore generale Larry Devoe, nel cimitero sono state sepolte complessivamente almeno 300 salme in fosse singole, ognuna contrassegnata da un codice identificativo univoco. Questa catalogazione avviene in un settore separato del camposanto appositamente allestito per fronteggiare la crisi. Il terremoto ha causato migliaia di vittime e gravi devastazioni nelle regioni costiere venezuelane, rendendo necessaria l'espansione delle strutture cimiteriali.

Devoe ha assicurato che l'intera procedura viene condotta nel pieno rispetto sia della legislazione nazionale sia dei protocolli internazionali adottati per la gestione delle salme in caso di calamità naturali. Il coordinamento tra le varie istituzioni coinvolte nell'emergenza è stato evidenziato come elemento cruciale del processo di verifica.

L'attività ispettiva rientra in una strategia più ampia del Ministero pubblico venezuelano finalizzata a supervisionare costantemente le modalità di gestione della crisi sismica. Questi controlli periodici mirano a prevenire irregolarità e a mantenere una documentazione accurata dei resti mortali in attesa di identificazione, elemento fondamentale per le famiglie delle vittime che cercano ancora notizie dei loro cari.