Il sistema Ets continua a dividere l'Unione europea, ma secondo fonti ufficiali di Bruxelles la posizione prevalente tra i 27 Stati membri è quella di preservarlo. L'Emission Trading System sarà uno dei temi centrali del prossimo capitolo dedicato all'energia durante il vertice dei leader europei.
Sebbene alcuni capi di governo si preannunciano critici verso il meccanismo e chiedano di affrontarne le criticità, emerge chiaramente dai corridoi bruxellesi che la coalizione favorevole al mantenimento dell'Ets è largamente maggioritaria. Un portavoce di alto livello dell'esecutivo comunitario ha sottolineato come diversi leader europei sostengono il consolidamento di questo strumento, considerandolo strategico non solo per l'efficacia della transizione climatica continentale, ma anche come architrave delle politiche di investimento europee degli ultimi anni.
L'Ets rappresenta il pilastro del modello europeo di contrasto ai cambiamenti climatici: attraverso la fissazione di un prezzo sulla CO2, il sistema incentiva le imprese a ridurre le emissioni inquinanti. Per molti Stati membri, soprattutto quelli più avanzati nella decarbonizzazione, smantellare o indebolire questo meccanismo comporterebbe il rischio di vanificare anni di pianificazione industriale e i progressi finora raggiunti nella riduzione dei gas serra.
La discussione al vertice dei 27 rappresenterà quindi un banco di prova importante per la coesione europea su questioni climatiche ed energetiche, confermando che pur tra divergenze tattiche, la visione di fondo rimane quella di rafforzare, anziché indebolire, gli strumenti comunitari di transizione ecologica.