Goffredo Delrio torna a criticare duramente il Movimento Cinque Stelle, puntando il dito sulla gestione della questione russa e sulla necessità di costruire una coalizione senza gerarchie interne. In un'intervista rilasciata il 11 luglio 2026, l'esponente del Partito Democratico sostiene che l'alleanza progressista non può permettersi divisioni su temi strategici cruciali come le relazioni internazionali e la politica di difesa.

Secondo Delrio, il centrosinistra commette un errore nel tollerare posizioni difformi sulla Russia all'interno della coalizione. L'ex ministro sottolinea come sia necessario adottare una linea comune su questioni di sicurezza nazionale, ricordando l'importanza di imparare dalla lezione storica di Aldo Moro e dal suo approccio alla difesa del Paese.

Il dirigente dem propone una visione di «pacifismo consapevole» che non rinuncia agli investimenti in sicurezza e difesa, bensì li pone al servizio di una strategia di stabilità. Delrio evidenzia come l'alleanza progressista stia accumulando ritardi significativi nel definire una posizione chiara su questi nodi fondamentali, rimandando sine die decisioni che invece richiedono urgenza.

Il messaggio implicito della critica riguarda il ruolo del M5S all'interno della coalizione: Delrio ribadisce che non possono esistere «alleati di serie A e di serie B», affermando così l'esigenza di una parità decisionale tra i partner progressisti. Tuttavia, la sua presa di posizione suggerisce come le divergenze interne rimangano profonde e destinate a influenzare gli equilibri della coalizione nei mesi a venire.