Emergono nuove e gravi denunce di violenza dal sistema penitenziario venezuelano. Secondo quanto riferito dal Comitato per la libertà dei prigionieri politici (Clippve), lo scorso 5 luglio nel carcere di El Rodeo I, situato nello Stato di Miranda, si sarebbero verificati episodi di violenza brutale ai danni di detenuti politici. I responsabili degli abusi sarebbero guardie penitenziarie e elementi delle forze di sicurezza nazionale. I familiari dei reclusi hanno denunciato pubblicamente l'accaduto, portando alla luce una situazione che desta profonde preoccupazioni per il rispetto dei diritti fondamentali.

Secondo le segnalazioni raccolte dal Clippve, le conseguenze delle violenze sono state significative: diversi detenuti presenterebbero ferite causate da proiettili di gomma, mentre altri riporterebbero contusioni e condizioni di salute compromesse. La situazione si complica ulteriormente per il fatto che almeno sette persone risultano al momento irreperibili, alimentando i timori circa il loro effettivo stato e il loro paradero.

I familiari dei detenuti esprimono inoltre preoccupazione circa le condizioni strutturali della struttura stessa. Secondo quanto riportato, il carcere potrebbe aver subito danni significativi in seguito ai terremoti che hanno colpito la regione il 24 giugno scorso, sollevando interrogativi sulla sicurezza e sull'idoneità della struttura a ospitare i detenuti.

Il Comitato per la libertà dei prigionieri politici ha avanzato una serie di richieste urgenti alle autorità competenti: consentire l'accesso immediato a cure mediche appropriate per i detenuti feriti, fornire prove documentate che le sette persone scomparse siano vive, e garantire il libero accesso di avvocati, familiari e organismi internazionali indipendenti all'interno della struttura carceraria per verificare le condizioni e controllare il rispetto dei diritti umani.