Un nuovo e massiccio attacco con missili ha colpito Kiev sabato mattina, seminando panico tra la popolazione della capitale ucraina. Secondo le testimonianze dei corrispondenti dell'Agenzia France-Presse presenti in città, almeno cinque potenti esplosioni sono state avvertite nelle prime ore della giornata, con un susseguirsi di detonazioni che hanno squarciato il silenzio della mattina presto.
L'allarme è scattato rapidamente: le sirene antiaeree hanno iniziato a suonare con insistenza solo alcuni minuti dopo il primo boato, avvisando i residenti dell'imminente pericolo e della necessità di raggiungere immediatamente i rifugi. L'attacco, ancora una volta, ha preso di mira il cuore politico e amministrativo dell'Ucraina, confermando la tattica russa di colpire i centri urbani per logorare la resistenza del paese.
Tymur Tkachenko, a capo dell'amministrazione militare di Kiev, ha subito comunicato attraverso Telegram la natura dell'offensiva: "Il nemico sta attaccando la capitale con missili. Restate in luoghi sicuri!". L'avvertimento rappresenta l'ennesimo appello alle autorità civili a mettere in sicurezza la popolazione, ormai abituata a questi bombardamenti ma non per questo meno vulnerabile ai pericoli.
L'episodio si inserisce in una serie continuativa di raid aerei che da mesi caratterizzano il conflitto in Ucraina, con la Russia che concentra i suoi sforzi sulla capitale per mantenere alta la pressione militare e psicologica sulla resistenza ucraina. Le conseguenze di questi attacchi rimangono ancora da accertare completamente.