Lo scontro diplomatico tra Iran e Stati Uniti si riacutizza sulla questione del cessate il fuoco. Il ministro degli Affari Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, ha preso posizione pubblica affermando che la Repubblica islamica ha rispettato scrupolosamente gli accordi raggiunti con Washington, in netta contrapposizione a quanto sostenuto da Donald Trump, il quale ha insistito sul fatto che la tregua fosse ormai conclusa pur mantenendo aperta la possibilità di nuovi dialoghi.

Atttraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, Araghchi ha lanciato un'accusa diretta verso gli Stati Uniti, affermando che il governo americano starebbe violando specifiche clausole del memorandum d'intesa sottoscritto tra le due parti. In particolare, il ministro ha evidenziato la violazione del paragrafo 9, che prevede il vincolo per Washington di non incrementare ulteriormente la propria presenza militare nel Medio Oriente, con riferimento implicito ai dispiegamenti di truppe nella regione.

La dichiarazione di Araghchi rappresenta una risposta diretta alle affermazioni di Trump, il quale aveva sostenuto che l'accordo fosse decaduto. Tuttavia, l'ex presidente americano aveva contemporaneamente manifestato disponibilità a proseguire i negoziati con l'Iran, inviando segnali contrastanti sulla volontà reale di raggiungere una stabilizzazione.

Il contrasto tra Teheran e Washington mette a nudo le profonde fratture sulla corretta interpretazione degli accordi stipulati. Mentre l'Iran sostiene di aver mantenuto un comportamento leale, la delegazione americana, secondo quanto asserito dal ministro iraniano, starebbe compiendo scelte unilaterali in violazione degli impegni reciproci, complicando ulteriormente il quadro negoziale già complesso nella regione mediorientale.