Una nuova esperienza attende gli amanti della musica classica a Firenze. Da aprile a giugno, i cenacoli rinascimentali della città toscana diventano scenario di concerti dal vivo dell'Orchestra della Toscana, in un progetto che fonde arte figurativa e musica in spazi carichi di storia. L'iniziativa, battezzata 'I luoghi dell'ascolto', è sostenuta dalla Direzione regionale Musei nazionali della Toscana con il patrocinio del Ministero della Cultura.

I sei appuntamenti coinvolgeranno i principali cenacoli fiorentini: il Museo di San Marco, gli affrescati refettori di Sant'Apollonia, Fuligno, Ognissanti e Andrea del Sarto presso la basilica di San Salvi. Si tratta di spazi nati originariamente per la convivialità monastica, arricchiti da cicli pittorici di maestri come Andrea del Castagno, Domenico Ghirlandaio e Andrea del Sarto. 'Far risuonare la musica in questi ambienti significa offrire una prospettiva completamente nuova per interpretare il nostro patrimonio rinascimentale', spiega la direzione del progetto.

Il cartellone si aprirà domenica 12 aprile nel Museo di San Marco, proseguendo il 19 aprile al Cenacolo di Sant'Apollonia, il 10 maggio a quello di Fuligno, il 24 maggio a Ognissanti e il 7 giugno al Cenacolo di Andrea del Sarto. La rassegna concluderà il 21 giugno con l'Orchestra della Toscana diretta da Sieva Borzak e Enrico Ruberti al contrabbasso, che interpreterà brani di Beethoven, Hoffmeister e Haydn nel chiostro di San Marco. Ogni concerto, affidato a formazioni cameristiche composte da musicisti dell'Orchestra regionale, avrà una durata di circa sessanta minuti e proporrà repertori ecclettici: dal classicismo viennese alla musica contemporanea fino all'opera italiana.

Una caratteristica importante del progetto riguarda l'accessibilità: i concerti si terranno negli orari di normale apertura museale e la partecipazione è inclusa nel biglietto d'ingresso ai musei, senza costi aggiuntivi. Un'occasione che permette ai visitatori di scoprire il patrimonio fiorentino secondo una chiave di lettura inedita, dove i capolavori pittorici diventano sfondo naturale per l'esecuzione musicale.