Torino accoglie un progetto ambizioso dedicato alle paure che caratterizzano il nostro tempo. A partire dal prossimo 18 marzo, il Circolo dei Lettori ospiterà 'L'età della paura e del coraggio', un ciclo di incontri organizzato dalla Fondazione Circolo dei Lettori insieme a Reale Mutua. Quattro appuntamenti scanditi fino al 29 aprile che intendono offrire uno spazio di riflessione condivisa attorno alle inquietudini che pervadono la società contemporanea.

Il progetto nasce da un'esigenza precisa: interrogarsi sui timori che caratterizzano l'epoca attuale, dalla crisi climatica globale alle fragilità economiche, passando per l'incertezza alimentata da trasformazioni tecnologiche e geopolitiche senza precedenti. Una riflessione che coinvolge trasversalmente giovani e adulti, tanto che gli organizzatori sottolineano come ansia e preoccupazione siano diventate sentimenti diffusi in tutte le fasce d'età. Inserito nella stagione 'Dialogo aperto', il ciclo intende fornire ai partecipanti strumenti interpretativi variegati per comprendere il presente.

Gli incontri promettono un approccio multidisciplinare al tema. Ad inaugurare la rassegna sarà la coppia formata dallo psicoanalista Matteo Lancini e dal sociologo Stefano Laffi. Tra gli altri relatori figurano personalità di primo piano come il regista Dario Argento e il filosofo Mauro Bonazzi. Ogni appuntamento affronterà la questione della paura da prospettive diverse, dalla psicoanalisi alla semiologia del cinema, dalla riflessione sociologica alla filosofia, con l'intento comune di trasformare le emozioni distruttive in consapevolezza critica.

Secondo Giuseppe Culicchia, direttore della Fondazione Circolo dei Lettori, l'iniziativa risponde a una necessità storica. 'Viviamo in un'epoca segnata da mutamenti rapidi e continui', afferma. 'Dopo la pandemia, conflitti armati hanno ripreso a devastare diverse aree del mondo, mentre l'intelligenza artificiale ridefinisce il nostro rapporto con la realtà. In questo contesto, trovare il coraggio di affrontare il presente e di immaginare alternative future rappresenta un'urgenza collettiva'.

L'obiettivo dichiarato degli organizzatori è dunque quello di trasformare la paura da fattore paralizzante in spinta propulsiva. Il ciclo si propone di mettere a disposizione del pubblico una cassetta degli attrezzi concettuale per navigare l'incertezza contemporanea, favorendo uno scambio autentico tra esperti e cittadini intorno a interrogativi che toccano tutti, indipendentemente dall'età e dalla formazione.