Il risparmio degli italiani continua a crescere, raggiungendo dimensioni sempre più imponenti. Secondo l'analisi della Fabi, la ricchezza finanziaria accumulata nelle case degli italiani ha toccato quota 6.500 miliardi di euro, segnando un incremento di oltre 1.600 miliardi rispetto a cinque anni fa. Un dato che testimonia come, nonostante le incertezze economiche, le famiglie italiane mantengono una solidità patrimoniale di rilievo.

A sorprendere maggiormente è il cambio di direzione negli ultimi mesi: il denaro non resta più prevalentemente fermi sui conti correnti. Secondo la ricerca bancaria, i versamenti in conto corrente e i depositi hanno registrato un aumento modesto pari a 23,5 miliardi (+1,5%), fermandosi a 1.603,2 miliardi complessivi. Rappresentano ormai poco più di un quarto del totale degli asset finanziari. Al contrario, le azioni hanno guadagnato quasi 293 miliardi in dodici mesi (+16,4%), confermando una tendenza di lungo periodo: negli ultimi sei anni il valore azionario è salito di 1.103,3 miliardi, raddoppiando più che proporzionalmente.

La ricomposizione del portafoglio-risparmio italiano si estende anche ad altri strumenti. I titoli di Stato, obbligazioni e buoni hanno attratto quasi 28 miliardi di nuovi investimenti (+5,6%), raggiungendo i 523,6 miliardi. I fondi comuni di investimento hanno registrato una performance ancora migliore con una crescita del 6,9%. Ma il dato più significativo arriva dalle polizze assicurative: hanno aggiunto 46 miliardi in un anno (+4,1%), per un totale di 1.174,4 miliardi. Questi strumenti rappresentano ormai il 18,1% della ricchezza finanziaria familiare, secondo i dati Fabi.

La geografia degli asset rivela una strategia consapevole. Se i depositi liquidi coprono il 24% del portafoglio totale, le azioni hanno conquistato il 32%, mentre i Btp e i titoli di Stato si fermano all'8,1%. La Fabi interpreta questa dinamica non come un abbandono della prudenza, ma come l'espressione di una scelta più sofisticata: gli italiani cercano rendimenti migliori, mantenendo però un'attenzione alla diversificazione del rischio. Un approccio che, secondo gli analisti del settore bancario, rappresenta una maturazione della cultura finanziaria della famiglia italiana medio-alta.