Il Partito Democratico scende in campo per difendere gli interessi del porto di Trieste nella discussione sulla riforma della governance portuale italiana. Le deputate Debora Serracchiani e Valentina Ghio, insieme alla senatrice Tatjana Rojc, hanno annunciato il deposito di due emendamenti al disegno di legge che intende riordinare la legislazione sugli scali portuali e relanciarli attraverso investimenti infrastrutturali strategici. Gli emendamenti sono già stati perfezionati dal punto di vista tecnico e verranno depositati non appena si apriranno i termini per le proposte di modifica.

Seconido quanto spiegato da Serracchiani, gli emendamenti mirano a garantire la piena operatività dello status di porto franco internazionale riconosciuto a Trieste dai trattati internazionali. Questo status consente alle merci di transitare, subire lavorazione e rimanere depositate con totale esenzione da dazi e tasse. La deputate sostiene che senza questa protezione, il porto triestino rischia di perdere l'opportunità di trarre vantaggio dagli ingenti investimenti previsti e di subire una perdita di competitività nel mercato globale.

Gli emendamenti seguono letteralmente una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Serracchiani sottolinea che il documento originario dell'extraterritorialità doganale dello scalo triestino risale all'Allegato VIII del Trattato di Pace di Parigi del 1947, un riconoscimento storico e internazionale che necessita di essere preservato integralmente nella nuova normativa portuale italiana.

Un aspetto cruciale della proposta è l'impegno richiesto al Governo affinché presenti una modifica ufficiale alla Commissione Europea relativa al Codice Doganale dell'Unione. L'obiettivo specifico è escludere formalmente la zona franca portuale di Trieste dal territorio doganale comunitario, un passo che richiederebbe negoziati complessi a livello europeo ma potrebbe consolidare definitivamente i privilegi dello scalo.

Serracchiani ricorda che il Partito Democratico ha già tentato in passato di ottenere queste garanzie, ma i tentativi sono stati bloccati dalla maggioranza di governo, incluso lo stesso partito della Premier Meloni, che secondo l'esponente dem non ha mantenuto gli impegni dichiarati in campagna elettorale. La deputata conclude con un invito alla coerenza politica: "Ora abbiamo l'occasione di agire concretamente, non soltanto di dichiarare buone intenzioni".