Il Partito democratico riposiziona il confronto politico attorno ai principi costituzionali e agli equilibri istituzionali. In vista delle elezioni del 2027, la leadership dem ritiene che la prossima sfida elettorale non deciderà soltanto chi governerà il Paese, ma avrà conseguenze profonde sulla figura presidenziale e sulla struttura stessa della democrazia parlamentare italiana. Michele Fina, che ricopre il ruolo di senatore e tesoriere nazionale dei dem, ha affrontato in un'intervista i temi cruciali che animeranno il dibattito pubblico nei prossimi mesi.
Al centro della strategia progressista c'è una critica alle intenzioni della premier Giorgia Meloni, che ha recentemente suggerito la possibilità di eleggere un Presidente della Repubblica non proveniente dal centrosinistra, sfidando quella che ha definito un "tabù" politico. Fina interpreta questa dichiarazione come la spia di tre questioni fondamentali: innanzitutto, l'insoddisfazione del governo nei confronti del Capo dello Stato Sergio Mattarella, che non ricevette il voto della destra nel 2022, quando i meloniani preferirono indicare Carlo Nordio. In secondo luogo, la destra contesta il modello di Presidenza delineato dalla Costituzione, promuovendo invece una riforma presidenzialista che ridimensionerebbe i poteri del Quirinale trasformandolo da organo garante a strumento di una parte politica.
La strategia dem mira a evitare che la battaglia per la difesa dell'istituzione presidenziale venga percepita come una questione identitaria del centrosinistra, ma piuttosto come una causa che coinvolge l'intero sistema democratico nazionale. Fina ricorda come nella storia italiana personalità della massima levatura, da Luigi Einaudi a Giuseppe Saragat, fino a Francesco Cossiga e Giovanni Leone, hanno retto la Presidenza garantendo equilibri istituzionali indipendentemente dal loro background politico. La scelta costituzionale di un Presidente garante e neutrale rappresenta secondo il Pd un elemento non negoziabile.
L'intervista affronta anche altri capitoli della strategia progressista per il 2027, incluso il delicato rapporto con il Movimento Cinque Stelle e la costruzione della cosiddetta "area vasta" del centrosinistra come alternativa al governo di Meloni. Sul tavolo rimangono questioni cruciali come la legge elettorale, le priorità economiche e sociali, e il futuro della testata giornalistica L'Unità, storico organo di stampa dem.
Per il Partito democratico, la legislatura in arrivo rappresenta uno snodo cruciale nel quale la difesa della Costituzione, della separazione dei poteri e dell'indipendenza del Quirinale diventa elemento centrale della campagna programmatica. Fina sostiene che questa non è una battaglia retorica, ma una questione che tocca le fondamenta della convivenza democratica italiana e che richiede il massimo impegno delle forze progressiste.