Letizia Moratti, eurodeputata del Partito Popolare Europeo e presidente della Consulta nazionale di Forza Italia, esprime preoccupazione per il rinvio della decisione sulla proroga del regolamento europeo che autorizza le piattaforme digitali a identificare e denunciare i casi di violenza sessuale su minori online. L'intervento arriva durante una visita alla Comunità di San Patrignano, struttura simbolo della lotta al disagio giovanile.
Sebbene Moratti riconosca che il rinvio sia frutto di un confronto serio tra due diritti fondamentali—la sicurezza dei bambini e la tutela della privacy—avverte sui costi concreti dell'immobilismo. «Dall'aprile scorso, in attesa della proroga, più di 60mila segnalazioni mensili vanno perse», denuncia l'eurodeputata, sottolineando l'urgenza di una soluzione.
Il Gruppo del Ppe ha spinto con forza per contrastare con determinazione la pedopornografia online, ma il dibattito si è incentrato sulla compatibilità tra gli strumenti investigativi e la protezione dei diritti fondamentali. Per Moratti si tratta di «una valutazione delicata e complessa» che richiede equilibrio, ma non può trasformarsi in un paralizzante stallo burocratico.
«La riservatezza è un principio importante, tuttavia è imprescindibile fornire alle forze dell'ordine strumenti adeguati per combattere uno dei crimini più aberranti», rimarca Moratti, che chiede a Consiglio e Parlamento europeo di trovare rapidamente una soluzione condivisa. Il messaggio è chiaro: l'Europa deve dimostrare di saper proteggere contemporaneamente entrambi i valori, senza cedimenti nella guerra contro lo sfruttamento infantile.