A dieci anni dalla storica sentenza del tribunale arbitrale internazionale sul Mar Cinese Meridionale, l'Unione Europea torna a premere sui rispettivi paesi affinché rispettino integralmente quanto stabilito il 12 luglio 2016. L'Alto Rappresentante Kaja Kallas, intervenendo a nome dei ventisette Stati membri, ha rinnovato l'impegno comunitario verso la risoluzione pacifica delle controversie marittime secondo il diritto internazionale.
La decisione del 2016, emanata da un tribunale indipendente e imparziale sulla base della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), rimane definitiva e vincolante per tutti gli attori coinvolti nella disputa. Bruxelles sottolinea che si tratta di un precedente fondamentale nel campo della soluzione delle controversie e che la sua implementazione non è una questione politica negoziabile, ma un obbligo legale internazionale.
Al centro della posizione dell'Ue c'è la difesa delle libertà di navigazione e sorvolo, diritti sanciti dal diritto del mare consuetudinario e codificati dall'Unclos. Secondo Bruxelles, garantire il passaggio in transito attraverso le rotte marittime contese è essenziale per mantenere la stabilità regionale, la sicurezza globale e il libero movimento commerciale. L'Unione ribadisce che il quadro giuridico internazionale rappresenta l'unico strumento universale e unificato idoneo a regolamentare le attività negli oceani.
La dichiarazione arriva in un momento di persistenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale, dove Pechino continua a rafforzare la sua presenza militare nonostante il verdetto arbitrale. L'intervento dell'Ue rappresenta un chiaro posizionamento a favore del rispetto del diritto internazionale e un appello implicito ai paesi interessati affinché abbandonino comportamenti unilaterali che minacciano la libertà dei mari.