Attilio Fontana non nasconde la delusione per le scelte operate dal Viminale in materia di polizia. Il governatore lombardo contesta duramente la distribuzione dei nuovi organici sul territorio, ritenendola profondamente squilibrata e ingiusta nei confronti della regione che guida. Secondo quanto comunicato dal ministero dell'Interno, la Lombardia riceverà soltanto 180 unità del contingente complessivo di tremila nuovi agenti previsti dal piano nazionale di rafforzamento delle forze dell'ordine.
Le cifre parlano chiaro e secondo Fontana testimoniano una logica distributiva che non sa leggere correttamente la realtà territoriale. La quota assegnata alla Lombardia rappresenta appena il 6% del totale, una percentuale che il presidente giudica completamente sproporzionata rispetto al peso demografico ed economico della regione. Con oltre dieci milioni di abitanti, la Lombardia ospita il 17% della popolazione italiana, mentre la sua economia genera circa il 23% del prodotto interno lordo nazionale, oltre a concentrare una densità di imprese senza paragoni nel resto del Paese.
Fontana ha voluto ribadire che non intende contestare il valore complessivo dell'intervento governativo di polizia, che ritiene positivo in linea generale e che condivide strategicamente. Tuttavia, ha precisato che i numeri mettono in evidenza un'evidente disparità tra le diverse aree geografiche. "Non si può ignorare questa sottovalutazione" ha dichiarato il presidente, sottolineando come la Lombardia, con il suo ruolo cruciale nell'economia nazionale e la sua complessa articolazione sociale, necessiterebbe di una copertura di sicurezza proporzionale alle sue caratteristiche.
Il governatore ha evidenziato come il territorio lombardo registri specifiche esigenze in termini di controllo e prevenzione. La ricchezza prodotta e la concentrazione di attività imprenditoriali creano infatti un volume straordinario di transazioni economiche e mobilità, generando rischi particolari quali reati finanziari, truffe digitali, infiltrazioni della criminalità organizzata nei settori produttivi e fenomeni legati all'immigrazione clandestina. Tutti elementi che, secondo l'analisi di Fontana, richiederebbero un presidio delle forze dell'ordine adeguato al contesto.
Il messaggio del presidente risuona come una critica più ampia all'attenzione riservata dal governo centrale alle aree del Nord produttivo. Fontana ha interpretato la decisione ministeriale come un ulteriore segnale di scarsa considerazione verso le necessità della Lombardia e di Milano, trasformando la questione della distribuzione degli agenti in un elemento di una più vasta discussione sulle priorità politiche nazionali. L'assegnazione del 6% dei nuovi organici a una regione che rappresenta il 17% della popolazione e quasi un quarto del pil nazionale non è soltanto una questione tecnica, ma secondo il governatore un'inadeguatezza che rischia di non rispondere alle crescenti richieste di sicurezza di un'area strategica per l'intero Paese.