Una videochiamata tra il presidente eletto colombiano Abelardo de la Espriella e alcuni calciatori della nazionale ha scatenato una tempesta di polemiche che ha raggiunto i vertici dello Stato. Tra i giocatori coinvolti nella conversazione figurano nomi di spicco come Yerry Mina, Juan Guillermo Cuadrado, James Rodríguez e Juan Fernando Quintero. Quest'ultimo sostegno alla figura del leader trumpista, noto come 'El Tigre', ha polarizzato il dibattito nazionale e attirato commenti critici diffusi sui social network.

Il fulcro della controversia riguarda specificamente Cuadrado, terzino che fino a poco tempo fa ha militato nel campionato italiano indossando la maglia del Pisa e altre squadre della Serie A. La sua decisione di appoggiare De la Espriella e il suo movimento 'Patria Milagro' ha acquisito un significato particolarmente delicato alla luce della sua storia personale: il padre del calciatore venne assassinato quando Juan Guillermo aveva poco meno di quattro anni, in un'area dove operavano bande paramilitari dedite al traffico di stupefacenti.

A sorpresa di molti, il presidente in carica Gustavo Petro, di orientamento progressista, ha deciso di intervenire direttamente sulla questione attraverso un messaggio pubblico. Nel suo intervento, Petro si è rivolto direttamente al giocatore con tono paternalistico ma critico: "Fratello Cuadrado, ignoro con certezza chi abbia tolto la vita a tuo padre quella sera, tuttavia è altamente probabile che fossero gli uomini armati impegnati nel narcotraffico e nel controllo territoriale della zona". Un'osservazione che acquista peso nel contesto della vicenda.

La considerazione più incisiva del presidente arriva nella conclusione del suo messaggio: "Oggi dai il tuo consenso esattamente a quegli stessi gruppi di potere, che adesso controllano le leve nazionali. Mi auguro sinceramente che questa scelta non diventi motivo di pentimento per te e per il nostro paese". Le parole di Petro rappresentano un parallelo tra il passato violento che ha segnato l'infanzia di Cuadrado e le potenziali conseguenze future del suo allineamento politico attuale.

La vicenda evidenzia come in Colombia i confini tra lo sport, la politica e le ferite storiche rimangono porosi e spesso esplosivi. Il sostegno di una figura pubblica come un calciatore internazionale a un movimento politico controverso non passa inosservato e genera automaticamente controreazioni che toccano questioni di coscienza collettiva e responsabilità personale.