Una settimana decisiva attende le forze di opposizione, che si preparano a una battaglia parlamentare serrata intorno al cosiddetto Melonellum, il progetto di riforma della legge elettorale che il centrodestra sta spingendo verso l'approvazione alla Camera. Lo scontro si annuncia su più fronti, con iniziative coordinate sia in aula che in piazza.

Martedì mattina, alle 9, i deputati e i senatori del Partito Democratico terranno una riunione congiunta per definire la tattica legislativa nei prossimi giorni. Il tema principale riguarda la risposta alle mosse della maggioranza sul fronte della legge elettorale. Secondo quanto emerge, le minoranze intendono mantenersi unite come già accaduto in sede commissariale. Qualora il centrodestra presentasse emendamenti sulle preferenze, l'orientamento prevalente è quello di abbandonare l'aula, così da attribuire esclusivamente ai partiti di governo eventuali responsabilità sugli esiti del voto. Le opposizioni hanno inoltre sollevato critiche sulla proposta del centrodestra riguardante il diritto di voto dei cittadini residenti in comuni diversi da quello in cui si trovano: secondo il progetto governativo, uno studente o un lavoratore potrebbe votare presso il luogo di domicilio anziché presso la propria residenza anagrafica, una soluzione che le minoranze ritengono penalizzante. L'alternativa presentata dalle opposizioni prevede proprio il contrario.

Dalla sera di martedì, la protesta si trasferirà in strada. A partire dalle 18, in piazza Montecitorio prenderà avvio "La notte della democrazia", un sit-in organizzato da +Europa che durerà per tutta la sessione notturna mentre il parlamento procede con il voto. L'iniziativa rappresenta un'azione simbolica di resistenza contro il Melonellum. Riccardo Magi, promotore dell'evento, ha già invitato tutti i leader delle forze di opposizione. Hanno confermato la loro partecipazione Nicola Fratoianni, portavoce di Alleanza Verdi-Sinistra, e Giuseppe Conte del Movimento Cinque Stelle. È probabile che altre personalità politiche si aggiungano negli prossimi giorni, incentivate dalla natura notturna della manifestazione che permetterebbe loro di alternarsi con impegni parlamentari.

Lo scontro riflette anche tensioni più profonde all'interno della coalizione di governo, in particolare riguardanti le scelte di politica estera, un tema che rimane sullo sfondo della discussione pubblica ma alimenta divisioni significative tra i partner della maggioranza. Nel frattempo, rimangono aperti anche interrogativi sulla compattezza interna della coalizione: Forza Italia e la Lega non hanno ancora fornito garanzie definitive su aspetti chiave della riforma, mentre la presidente del Consiglio sta valutando possibili forzature procedurali per accelerare l'approvazione.