L'Unione Europea non intende mollare la presa. In vista del fondamentale vertice dei ministri degli Esteri previsto per lunedì, Bruxelles ha indetto un'ulteriore riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 Stati membri questo pomeriggio, con l'intento di superare finalmente l'impasse che paralizza i lavori sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Si tratta di un ultimo tentativo concertato per raggiungere l'unanimità necessaria prima che la questione arrivi ai massimi livelli decisionali dell'Ue.
I negoziati si sono rivelati tutt'altro che semplici. Attorno al tavolo rimangono diversi nodi irrisolti che alimentano il dissenso tra le capitali europee. Tra le questioni più spinose figura il divieto di accesso nel territorio dell'Ue per i veterani delle forze armate russe, una misura che continua a generare divisioni circa le modalità operative e le implicazioni legali da implementare.
La spinta verso un'intesa comune riflette la volontà dell'Ue di mantenere una posizione ferma e coesa nella risposta alle azioni della Russia. L'adozione del ventunesimo pacchetto rappresenterebbe un ulteriore inasprimento delle pressioni economiche e diplomatiche già in vigore, consolidando così il fronte europeo. La riunione di questo pomeriggio costituisce un momento cruciale: un fallimento del negoziato rimanderebbe ancora una volta l'adozione di nuove sanzioni, indebolendo il messaggio politico che Bruxelles intende trasmettere.