Un importante spiraglio si apre per Pedro Castillo, l'ex presidente peruviano detenuto da più di due anni. José María Balcázar, che ricopre la carica di presidente ad interim con mandato in scadenza il 28 luglio prossimo, ha lasciato intendere che una possibile liberazione dell'ex leader di sinistra potrebbe concretizzarsi nel prossimo futuro. Castillo era stato rimosso dal suo incarico e arrestato a seguito del tentativo di golpe orchestrato il 7 dicembre 2022.
La svolta nella posizione del governo peruviano è strettamente legata a un rapporto redatto dalle Nazioni Unite, secondo cui la carcerazione di Castillo sarebbe da ritenersi ingiustificata e priva di fondamenti legittimi. Il documento dell'organismo internazionale ha dunque fornito una base normativa che potrebbe facilitare l'iter verso la grazia presidenziale, fino ad ora costantemente negata dall'esecutivo di Lima.
Secondo le dichiarazioni di Balcázar, il pronunciamento dell'Onu ha «alterato il contesto normativo e costituzionale nel quale si valutano le modalità per concedere un indulto». Il presidente ad interim ha tuttavia chiarito che non si tratta di un'approvazione automatica: la difesa dell'ex capo di stato dovrà presentare «una richiesta formale accompagnata da motivazioni solide e dettagliate». Balcázar ha inoltre anticipato di voler discutere questa delicata materia con il ministro della Giustizia del Perù.
Il team legale che rappresenta Castillo ha già ripetutamente presentato istanze per ottenere la grazia presidenziale, senza però incontrare fino a oggi il consenso del governo. Il cambio di rotta comunicato da Balcázar rappresenta un segnale inatteso, soprattutto considerando che il suo mandato sta per concludersi. La questione della liberazione di Castillo rischia tuttavia di rimanere irrisolta, poiché il passaggio dei poteri al suo successore avverrà a strettissimo giro di tempo, lasciando poco margine per le procedure amministrative necessarie.