La lezione che l'Ucraina ha pagato con quattro anni di guerra è amara e definitiva: gli accordi sulla carta e le promesse internazionali non bastano a fermare un aggressore determinato. A sostenerlo è Polina Sinovets, direttrice dell'Odesa Center for Nonproliferation, che durante una conferenza a Baku ha ascoltato persino un funzionario del ministero degli Esteri tedesco confermare una verità scomoda: senza armi nucleari, Kiev non potrà mai garantirsi una deterrenza credibile nei confronti di Mosca.

"La deterrenza convenzionale è fragile, piena di incertezze e vulnerabile alle manipolazioni di chi calcola il rapporto costi-benefici", spiega Sinovets a Formiche.net. L'esempio più eclatante risale al febbraio 2022, quando i vertici del Fsb russo presentarono a Putin lo scenario di una conquista rapida e indolore dell'Ucraina, un'illusione che i fatti hanno completamente smentito. Questo fallimento dimostra quanto sia pericoloso affidarsi a una deterrenza basata unicamente su armi convenzionali: gli scenari possono cambiare, le valutazioni rivelarsi sbagliate, gli equilibri crollare.

L'arma nucleare, invece, modifica radicalmente l'equazione della sicurezza internazionale. "La capacità atomica funziona come una bacchetta magica", afferma l'esperta ucraina. Il motivo è semplice: quando uno Stato possiede ordigni nucleari, l'avversario sa che esiste un rischio estremo, quello dell'impiego effettivo di un'arma di distruzione di massa per garantire la sopravvivenza nazionale. Questo scenario, per quanto remoto e da evitare a tutti i costi, costringe chi aggredisce a ripensare completamente il proprio calcolo strategico. Il prezzo della vittoria diventa inaccettabile.

Sinovets, insieme al collega Adérito Vicente dell'Università Lusíada di Porto, ha recentemente pubblicato uno studio presso l'Istituto Affari Internazionali che esamina le future architetture di sicurezza per Kiev. La ricerca analizza quattro diversi scenari, a partire da un modello basato su garanzie fornite da una coalizione internazionale guidata da Stati Uniti, Regno Unito e Francia, seguendo il precedente degli accordi bilaterali stipulati con i partner indo-pacifici.

La domanda che rimane aperta per il governo ucraino è complessa: come acquisire e mantenere una credibile capacità di deterrenza nucleare in un contesto internazionale controllato dai trattati di non proliferazione? La risposta, secondo gli analisti, passa necessariamente per negoziati con i principali garanti mondiali e per una ridefinizione degli equilibri di sicurezza nel continente europeo. Nel frattempo, la guerra prosegue e il dibattito sulla deterrenza atomica si intensifica nelle cancellerie occidentali.