Sigfrido Ranucci torna a difendersi dalle accuse mosse da Fratelli d'Italia, rigettando con fermezza le insinuazioni secondo cui il suo rapporto con Lavitola avrebbe condizionato le inchieste giornalistiche di Report. In una dichiarazione rilasciata all'ANSA, il direttore della trasmissione Rai sottolinea come nessuna investigazione della redazione sia stata influenzata da questo legame, garantendo che l'intera squadra redazionale può testimoniare l'assoluta autonomia operativa.

La polemica nasce dall'esposto che il partito di Giorgia Meloni si prepara a depositare presso la procura, nel quale chiede ai magistrati di fare luce sulla relazione tra Ranucci e Lavitola, nonché sulla presunta gestione di affari legati alle energie rinnovabili nel territorio laziale. Ranucci respinge queste ipotesi definendole costruite su fondamenta completamente infondate, sottolineando come i collaboratori che hanno lavorato ai vari reportage possono testimoniare direttamente l'indipendenza editoriale della trasmissione.

Nel medesimo comunicato, la redazione di Report rilancia il messaggio di resistenza, descrivendosi come 'una squadra pesantemente colpita' prima da un attentato e successivamente dalla sospensione estiva delle repliche disposta dall'azienda radiotelevisiva pubblica. La trasmissione fa sapere di voler proseguire il proprio lavoro investigativo 'con la medesima determinazione di sempre', ribadendo il proprio impegno nel servizio pubblico.

A fronte della decisione della Rai di cancellare i palinsesti estivi, Report ha lanciato una forma di protesta creativa invitando gli spettatori a collegarsi su RaiPlay alle 21.15, l'orario tradizionale della messa in onda, per visionare il reportage che avrebbe dovuto andare in onda in televisione. La redazione ha poi chiesto ai telespettatori di condividere sui social media uno scatto dello schermo utilizzando l'hashtag #giulemanidareport, trasformando la fruizione in un gesto di mobilitazione simbolica contro i provvedimenti ricevuti.