Un vero e proprio salvadanaio per i bilanci comunali: gli autovelox nelle ventuno principali città italiane hanno generato entrate complessivamente pari a 306,5 milioni di euro nel quinquennio 2021-2025. È quanto emerge dall'analisi del Codacons, resa pubblica in coincidenza con l'entrata in vigore delle nuove normative del Ministero dei Trasporti riguardanti l'omologazione degli apparecchi di controllo.

La fotografia economica disegna una geografia piuttosto concentrata delle risorse. Firenze si conferma la capitale indiscussa dei proventi da eccesso di velocità, con 86,1 milioni incassati nel periodo considerato, una cifra che distacca largamente il secondo classificato, Milano, fermo a 52,1 milioni. Completano il podio Genova con circa 30 milioni e Bologna con 29,9 milioni di euro, mentre Roma raccoglie soltanto 25,4 milioni, una cifra sorprendentemente modesta considerando le dimensioni della capitale. All'opposto dello spettro si trovano realtà come Aosta, che ha registrato appena 4.514 euro di entrate esclusivamente nel 2021, mentre Napoli complessivamente ha incassato poco più di 59.700 euro in cinque anni.

Analizzando il dato per abitante, emerge uno scenario ancora più articolato. Firenze mantiene il primato con 235,5 euro di multa pro-capite, ma sorprende il risultato di Potenza, che raggiunge 224 euro per cittadino nonostante una popolazione significativamente inferiore. All'altro capo della classifica, Napoli registra un impressionante 0,06 euro pro-capite, seguita da Aosta con 0,13 euro, mentre Bolzano e Pescara si fermano a circa 4 euro.

L'evoluzione temporale mostra tendenze differenziate. Rispetto al 2021, anno ancora caratterizzato dalle limitazioni dovute alla pandemia di Covid-19, gli incassi aggregati nelle grandi città risultano cresciuti del 20,6% nel 2025. Il picco assoluto si è toccato nel 2022 con quasi 76 milioni di euro complessivi, seguito da un graduale calo negli esercizi successivi. Sul fronte dei singoli comuni, Firenze esibisce l'incremento più spettacolare, con un balzo del 407% tra il 2021 e il 2025, mentre Trento registra un aumento del 269% e Potenza del 142%. In controtendenza marcata, Trieste ha subito una contrazione del 98%, Bolzano del 90% e Torino del 72%, segnali che suggeriscono strategie amministrative molto diverse nella gestione della sicurezza stradale.

Il quadro tracciato dal Codacons evidenzia come le tecnologie di controllo della velocità rappresentino ormai un elemento strutturale nella finanza locale italiana, capace di generare importanti risorse economiche, sebbene la loro distribuzione risulti marcatamente ineguale sul territorio nazionale.