La polemica tra Roma e Bruxelles sulla Biennale di Venezia si inasprisce. Lucia Borgonzoni, sottosegretaria italiana alla Cultura, ha lanciato un attacco frontale alle istituzioni europee per la decisione di sospendere i contributi economici destinati alla prestigiosa manifestazione veneziana. Secondo quanto riferito, l'Unione Europea avrebbe raccomandato all'agenzia Eacea di interrompere i finanziamenti, con una cifra che ammonta a circa 2 milioni di euro.

Nella sua dichiarazione, Borgonzoni ha qualificato l'accaduto come 'inaccettabile', sottolineando come una decisione di natura politica sia stata spinta attraverso un canale tecnico. La critica principale riguarda l'assenza di motivazioni concrete alla base del provvedimento: secondo la sottosegretaria, il blocco dei fondi è stato disposto senza che fossero identificati elementi fattuali che lo giustificassero. Un'azione che, a suo giudizio, rappresenterebbe una violazione dei principi fondamentali del diritto.

Borgonzoni ha inoltre difeso il lavoro svolto dalle istituzioni veneziane, descrivendolo come 'straordinario' e continuativo nel tempo. La sua denuncia si concentra sul metodo utilizzato da Bruxelles, che configurerebbe quello che definisce esplicitamente come 'ricatto economico'. L'Italia, ha affermato, è una nazione libera e democratica, dove la cultura non deve sottostare a pressioni provenienti dalle sedi decisionali europee.

La vicenda si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra il governo italiano e le istituzioni comunitarie in materia di politiche culturali e valori democratici. La reazione della Lega, partito di cui Borgonzoni è esponente, è stata particolarmente dura, evidenziando come la questione sia diventata uno scontro di natura più ampia tra visioni diverse dell'autonomia culturale nazionale e della sovranità decisionale.