Sigfrido Ranucci risponde punto per punto alle accuse sollevate da Fratelli d'Italia, che si prepara a presentare un esposto alla procura per chiarire il rapporto tra il giornalista e l'imprenditore Lavitola. In una dichiarazione rilasciata all'ANSA, il conduttore del programma di inchiesta nega con fermezza qualsiasi condizionamento delle indagini giornalistiche.

«Non esiste alcuna inchiesta di Report sull'eolico che sia stata influenzata da Lavitola, così come non esiste alcuna inchiesta del programma che possa essere ricondotta a pressioni da parte sua»: queste le parole di Ranucci, che sottolinea come tutti i collaboratori che hanno lavorato alle varie indagini possono testimoniare l'assoluta indipendenza redazionale. L'esposto presentato dai vertici del partito di Giorgia Meloni, secondo il conduttore, si baserebbe quindi su «presupposti completamente infondati».

Dalla redazione di Report giunge intanto una reazione più dura. I giornalisti della trasmissione denunciano di essere «sotto attacco» e lanciano una iniziativa di mobilitazione per contrastare quello che interpretano come un tentativo di delegittimazione. I colleghi invitano il pubblico a seguire la replica che sarebbe dovuta andare in onda in serata su RaiPlay e a condividere la loro posizione sui social network attraverso foto e messaggi di supporto.

Lo scontro si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra il governo e la Rai. La questione solleva interrogativi sulla libertà di stampa e sull'indipendenza editoriale della televisione pubblica, elementi fondamentali per il corretto funzionamento del dibattito democratico nel Paese. La vicenda rimane in evoluzione in attesa dei prossimi sviluppi giudiziari.