Il Sultanato dell'Oman ha assunto una posizione decisamente critica nei confronti dell'Iran, convocando l'ambasciatore della Repubblica islamica e presentando una protesta ufficiale in seguito a operazioni militari che hanno colpito il suo territorio. La decisione, comunicata attraverso i canali stampa governativi, rappresenta un episodio raro di accusa pubblica diretta a Teheran, sottolineando la gravità percepita dagli sviluppi degli ultimi giorni.

Attraverso un comunicato diffuso sui social media, l'agenzia di stampa nazionale omanita ha espresso preoccupazione profonda per quanto definisce "atti irresponsabili", ribadendo con fermezza i principi fondamentali su cui riposa l'ordinamento internazionale. Muscat ha sottolineato l'inviolabilità della sovranità nazionale, il rispetto reciproco tra stati confinanti e l'astensione da interferenze negli affari interni di terzi paesi, valori che ritiene compromessi dalle azioni iraniane.

La tempistica della protesta non è casuale: il gesto critico dell'Oman arriva a soli ventiquattro ore di distanza dalla visita del ministro degli esteri iraniano nel sultanato, durante la quale i due paesi avevano discusso questioni strategiche cruciali riguardanti lo Stretto di Hormuz, snodo vitale per il commercio energetico globale. Questo contrasto tra il dialogo diplomatico di ieri e la censura odierna rivela chiaramente le tensioni sottostanti nei rapporti regionali.

L'atteggiamento di Oman, storicamente incline al ruolo di mediatore neutrale negli equilibri del Golfo Persico, indica una frattura significativa nella relazione bilaterale con l'Iran, segnalando che anche gli attori regionali tradizionalmente moderati stanno tracciando linee rosse sulla questione della sicurezza territoriale e del rispetto della sovranità nazionale.