Ad Andria, in occasione della commemorazione dei dieci anni dalla catastrofe ferroviaria del 12 luglio 2016, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha lanciato un appello per una riforma legislativa strutturale. Secondo il magistrato, è fondamentale che lo Stato intervenga con normative pensate non per punire dopo il fatto, ma per impedire che tragedie simili si ripetano. La strage costò la vita a 23 persone e rimane una ferita profonda nella memoria collettiva italiana.

Sisto ha sottolineato come il legislatore debba creare un quadro normativo che incentivi le aziende a collaborare attivamente con i lavoratori nella prevenzione dei rischi. "Se riusciamo a far sì che le imprese e i dipendenti remino nella stessa direzione, operando in sinergia verso l'adempimento delle norme di sicurezza, gli incidenti avranno molte meno probabilità di verificarsi", ha dichiarato il viceministro, evidenziando l'importanza di trasformare la prevenzione in una pratica condivisa tra datori di lavoro e maestranze.

Il magistrato ha ricordato un insegnamento del giurista Jhering: la sanzione penale arriva sempre dopo che il danno è già stato compiuto. Per questo motivo, ha proseguito Sisto, l'obiettivo dovrebbe essere quello di agire preventivamente piuttosto che repressivamente. Sebbene sia ovviamente necessario punire i responsabili di violazioni e negligenze, la priorità deve rimanere quella di costruire una cultura della sicurezza che renda gli incidenti degli eventi rari e eccezionali. In questo senso, il governo sta già lavorando su interventi specifici riguardanti la responsabilità medica, i modelli organizzativi di prevenzione reato e le normative sulla sicurezza del lavoro.

Sisto ha concluso il suo intervento rivolgendo l'attenzione alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella alla commemorazione. Secondo il viceministro, la partecipazione personale di Mattarella rappresenta il simbolo di uno Stato che non rimane distaccato dal dolore dei cittadini, ma si fa carico delle sofferenze familiari. Mattarella, ricordò Sisto, era presente anche nel 2016 e continua a mantenere un rapporto diretto con le famiglie delle vittime, dimostrando come le istituzioni rimangono vicine ai più piccoli e ai più grandi dolori dell'Italia.