Un'assenza che pesa come un'ombra sulla posizione dell'Italia in Europa. Domani a Parigi si riuniranno i vertici della Coalizione dei Volenterosi per lanciare una nuova strategia condivisa di difesa continentale e costruire un fronte unitario contro la minaccia dei missili balistici. Ma tra tutti i principali Paesi europei, solo uno sceglierà di non mandare il proprio capo di governo: l'Italia di Giorgia Meloni, che sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

A denunciare la scelta è Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo, che non risparmia critiche all'esecutivo italiano. Secondo Gozi, quella riunione affronterà questioni cruciali per il futuro del continente: dalle priorità di sicurezza continentale all'indipendenza strategica europea, passando per investimenti significativi che potrebbero beneficiare direttamente l'industria della difesa italiana.

"Nonostante l'importanza storica di questi temi, la presidente Meloni ha preferito restare a Roma", osserva Gozi, suggerendo che questioni domestiche di politica interna abbiano prevalso sugli impegni europei di rilievo. L'allusione è chiara: gli emendamenti alla legge elettorale avrebbero attirato maggiormente l'attenzione del governo rispetto ai negoziati sulla sicurezza europea.

La critica si conclude con un'affondo sulla scala di priorità dell'esecutivo: "Prima la poltrona, poi l'interesse nazionale", un'accusa che tocca il tema della stabilità di governo e della continuità amministrativa. La mancanza di Meloni rappresenterebbe dunque, per l'opposizione, un segnale preoccupante sulla visione dell'Italia nel contesto europeo contemporaneo.