Otmar Issing, l'economista tedesco che ha guidato la costruzione della moneta unica europea, è convinto che la Banca centrale europea e la Federal Reserve americana non si divideranno di fronte alle sfide poste dalla situazione geopolitica globale e dai problemi inflazionistici. In un'intervista rilasciata a Repubblica Economia il 12 luglio 2026, l'ex membro del consiglio direttivo di Francoforte ha espresso ottimismo sulla capacità delle due istituzioni di mantenere un fronte unito.
Issing, che ha occupato una posizione cruciale al vertice della Bce dal 1998 al 2006, ha sottolineato come le attuali tensioni internazionali, in particolare la crisi che coinvolge l'Iran, rappresentino una sfida concreta per la stabilità economica globale. Secondo il suo giudizio, il peso della risposta ricadrà largamente sulle spalle delle due principali autorità monetarie mondiali, che dovranno coordinare le loro strategie per evitare che gli shock esterni si trasformino in turbative dei mercati finanziari.
La previsione di Issing assume particolare rilevanza in un contesto dove le banche centrali si trovano a navigare tra l'esigenza di contenere l'inflazione e quella di sostenere la crescita economica in uno scenario di incertezza geopolitica. La sintonia tra la Bce e la Fed diventa quindi strumentale per trasmettere segnali di stabilità ai mercati e impedire che fenomeni speculativi amplieichino i rischi sottostanti.
L'esperienza accumulata da Issing durante gli anni fondativi dell'euro gli consente di leggere con consapevolezza le dinamiche che caratterizzano il sistema monetario internazionale. La sua valutazione suggerisce che, almeno per quanto riguarda la gestione delle crisi di natura esterna, i vertici monetari statunitensi ed europei possiedono incentivi sufficienti a operare in coordinamento, malgrado le differenti realtà economiche che devono affrontare.