Scontro diretto tra le sponde dell'Atlantico sui temi della politica estera italiana. Stefano Cavedagna, membro del Parlamento europeo per il gruppo Fratelli d'Italia-Ecr, ha replicato duramente alle critiche mosse da Sandro Gozi riguardanti l'assenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal summit di Parigi sulla questione ucraina. L'eurodeputato macroniano, sebbene di cittadinanza italiana, è stato eletto in Europa su lista francese e rappresenta direttamente gli interessi di Emmanuel Macron.

Cavedagna ha sottolineato che l'Italia sarà comunque presente al meeting attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il governo aveva già comunicato questa decisione durante il vertice della Nato ad Ankara, motivandola con la necessità di concentrarsi su priorità interne urgenti, in particolare sulla gestione della crisi energetica che interessa il Paese.

Nelle sue dichiarazioni, l'europarlamentare di destra ha contestato il presunto doppio standard della sinistra italiana. Secondo Cavedagna, gli oppositori del governo accusano Meloni di essere assente quando si trova all'estero, ma allo stesso tempo la criticano per presunta isolazione quando rimane in patria per affrontare questioni rilevanti. Ha invitato quindi gli esponenti progressisti a concentrarsi su sfide più urgenti.

Cavedagna ha inoltre puntato il dito sulla frammentazione della coalizione di centrosinistra, definendola un vero 'campo minato'. Ha evidenziato come Elly Schlein, Giuseppe Conte e Matteo Renzi mantengono posizioni radicalmente divergenti in materia di politica internazionale, creando così un fronte incoheso e poco credibile rispetto alla compattezza dimostrata dall'attuale esecutivo sulle questioni strategiche.