Washington ha dispiegato forze armate per colpire posizioni strategiche iraniane lungo uno dei corridoi marittimi più importanti del pianeta. Secondo fonti ufficiali citate dall'agenzia di stampa americana Axios, l'operazione si è svolta poche ore fa e ha avuto come bersagli primari infrastrutture difensive e navali della Repubblica Islamica.

Gli obiettivi colpiti comprendevano batterie di sistemi di difesa aerea e lanciarazzi posizionati in diverse aree dello Stretto. Nel mirino delle operazioni sono finite anche piccole unità navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, la forza speciale iraniana che controlla buona parte delle attività militari nel Golfo Persico.

Lo Stretto di Hormuz rimane una zona di crescente instabilità geopolitica, dove transitano quotidianamente milioni di barili di petrolio dai giacimenti del Golfo verso i mercati mondiali. La rotta è stata ripetutamente al centro di tensioni tra le potenze occidentali e Teheran negli ultimi anni, con episodi di sequestri di navi e provocazioni reciproche.

L'amministrazione statunitense non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull'accaduto, ma la conferma da parte di funzionari americani interpellati da Axios suggerisce un'operazione coordinata e pianificata. L'azione militare si inserisce in un contesto di crescenti frizioni tra Washington e Teheran, con conseguenze potenziali sulla stabilità dell'intera regione mediorientale e sui flussi energetici globali.