L'aristocratico milanese Roberto Jonghi Lavarini, noto per i suoi legami con ambienti dell'estrema destra italiana e internazionale, conferma di aver incontrato recentemente il miliardario Peter Thiel durante una cena privata organizzata da conoscenti comuni. L'incontro si sarebbe svolto poco prima del ciclo di conferenze che il fondatore di PayPal e Palantir ha tenuto a Roma in questi giorni, dove ha affrontato tematiche filosofiche e politiche incentrate sulla critica della democrazia moderna. Secondo quanto riferito da Jonghi Lavarini, contattato telefonicamente, la riunione ha rappresentato un'occasione di confronto tra l'imprenditore americano e rappresentanti della galassia politica italiana di centrodestra.
A sorpresa di molti, il coordinatore delle liste di Futuro Nazionale per le comunali milanesi dichiara di aver comunicato al generale Roberto Vannacci l'avvenuto contatto, ricevendo il benestare del leader del movimento. Secondo le parole di Jonghi Lavarini, Vannacci non soltanto era consapevole dell'incontro, ma ha dato la propria approvazione, manifestando un interesse genuino verso quanto accade negli spazi della destra conservatrice sia italiana che globale, considerandolo utile per costruire fondamenta ideologiche solide per la sua formazione politica.
L'esponente del movimento vannacciano chiarisce inoltre che altri membri di Futuro Nazionale hanno partecipato alle conferenze romane di Thiel, non limitando così il dialogo a una semplice cena riservata. Jonghi Lavarini sottolinea come agli incontri capitolini abbiano preso parte anche figure provenienti dai precedenti governi di centrodestra, suggerendo una continuità di rapporti trasversali all'interno dell'area conservatrice. Il riferimento potrebbe includere personalità come Mario Borghezio, attualmente iscritto a Futuro Nazionale.
Nella sua descrizione della propria attività di networking, Jonghi Lavarini illustra un panorama di connessioni che spazia dall'Europa all'America e oltre. Dichiara di mantenere contatti con il filosofo russo Alexandr Dugin, di considerarsi amico di Steve Bannon (la cui rilevanza politica avrebbe riconosciuto ben prima della sua ascesa mediatica), e di essere in relazione anche con Robert Kennedy Jr. Questi collegamenti suggeriscono un quadro di scambi costanti tra ambienti tradizionalisti e conservatori a livello internazionale, con Vannacci e il suo movimento posizionati all'interno di questo più ampio network ideologico.