La vicenda giudiziaria che coinvolge il celebre Castello delle Cerimonie di Sant'Antonio Abate entra in una nuova fase. La Sezione VII del Tribunale amministrativo regionale della Campania ha respinto il ricorso presentato dalla famiglia Polese, ritenendolo inammissibile per mancanza di competenza. I magistrati amministrativi hanno quindi trasferito la questione al tribunale ordinario, rimandando a data da definirsi la soluzione definitiva di una controversia che tiene banco ormai da oltre un anno e che vede al centro la proprietà e la gestione della celebre struttura resa celebre dal programma televisivo trasmesso su Real Time.

La genesi della disputa risale al 6 aprile 2024, quando la giunta comunale di Sant'Antonio Abate ha approvato una delibera volta all'acquisizione del complesso immobiliare denominato Grand Hotel La Sonrisa nel patrimonio municipale, in conseguenza di una confisca motivata dal rinvenimento di una lottizzazione abusiva. La delibera prevedeva anche la determinazione di una indennità di occupazione sine titulo a carico dei gestori. Secondo i calcoli dell'amministrazione comunale, i Polese dovevano corrispondere un canone iniziale di 75mila euro per il periodo compreso tra il 15 febbraio e il 30 aprile 2024, cui si sarebbero aggiunti 30mila euro mensili successivamente.

Di fronte a queste determinazioni, la famiglia che gestisce la struttura ha deciso di impugnare sia la confisca che il calcolo economico dell'indennità, affidandosi ai legali Marcello Fortunato e Alberto Vitale. L'udienza presso il Tar si è tenuta il 29 gennaio scorso, mentre il dispositivo della sentenza è stato reso pubblico solo martedì 17 marzo. Tuttavia, anziché decidere nel merito della controversia, i giudici amministrativi hanno ritenuto di non avere la competenza necessaria per pronunciarsi su questioni che toccano la proprietà e i diritti reali sulla struttura, aspetti che rientrano nella giurisdizione ordinaria.

Nonostante l'incertezza normativa e le dispute legali, il ristorante ha continuato a operare regolarmente, mantenendo attive le sue funzioni di ricevimento e ristorazione. I gestori hanno dimostrato di voler proseguire l'attività senza interruzioni, pubblicando sui social media il menù per le festività pasquali come se la situazione amministrativa fosse già definita. Questa scelta sottolinea la fiducia della famiglia nella possibilità di una soluzione favorevole nei procedimenti che seguiranno.

Ora spetta al tribunale ordinario di Sant'Antonio Abate affrontare la questione nel merito, esaminando in particolare la validità della confisca e la correttezza del calcolo dell'indennità di occupazione richiesta dal municipio. I tempi dei procedimenti civili ordinari, tuttavia, sono generalmente più dilatati rispetto a quelli amministrativi, per cui gli esiti definitivi potrebbero richiedere ancora diversi mesi. Nel frattempo, rimane sospesa la definitiva acquisizione della proprietà del complesso da parte dell'ente locale, così come la questione del versamento integrale delle somme rivendicate dal Comune.