Il Movimento Cinque Stelle intensifica la campagna per il No al referendum sulla riforma della giustizia, con un focus sulle vere criticità del sistema giudiziario italiano. A Brindisi, l'europarlamentare Giuseppe Antoci ha tracciato una linea netta: il provvedimento sottoposto a referendum non affronta i nodi reali che affliggono i tribunali del Paese, concentrandosi invece su obiettivi politici.
"Quello che serve davvero ai cittadini è risolvere i ritardi enormi nel ricevere le sentenze, un problema cronico rispetto agli standard europei", ha sottolineato Antoci durante l'incontro promosso dal M5S. Secondo l'esponente pentastellato, la riforma non tocca questi aspetti concreti, ma si propone piuttosto di limitare quello che definisce come un "ingerenza della magistratura contro la politica". Una narrativa, secondo il M5S, che contraddice i principi costituzionali di separazione dei poteri.
Alla manifestazione hanno partecipato anche l'europarlamentare Valentina Palmisano, il senatore e vicepresidente Mario Turco e il deputato Leonardo Donno, coordinatore M5S per la Puglia. Tra i relatori figura Guglielmo Cataldi, magistrato in pensione. Palmisano ha rincarato la dose: "Non ci sarà nessun miglioramento nella velocità o nell'efficienza dei processi. I cittadini non vedranno alcun vantaggio". La deputata ha inoltre criticato la narrazione del governo, osservando come la premier Giorgia Meloni ricorra frequentemente a critiche pubbliche contro i magistrati.
Il M5S ribadisce una concezione diversa dell'indipendenza giudiziaria, richiamando l'impianto costituzionale. I costituenti, sostiene Antoci, hanno istituito proprio la separazione dei poteri affinché i cittadini possano stare sereni sapendo che esiste un controllo sui governi e sugli amministratori che sbagliano. La campagna referendaria del M5S proseguirà in questa direzione fino al voto del 22 e 23 marzo.