Una decisione che riflette le tensioni interne all'interno dell'Unione europea. Il patriarca Kirill, leader spirituale della Chiesa ortodossa russa, e Vagit Alekperov, ex numero uno del colosso petrolifero russo Lukoil, sono stati esclusi dalla blacklist del ventunesimo pacchetto di sanzioni comunitarie contro la Russia. La notizia arriva da fonti diplomatiche citate da Ukrainska Pravda, mentre le istituzioni europee hanno preferito mantenere il massimo riserbo sulla questione.

A bloccare l'inserimento del patriarca era stata principalmente la Bulgaria, paese dove la popolazione professa in larga maggioranza la fede ortodossa. Anche l'Italia aveva espresso dubbi significativi, motivati essenzialmente dalle relazioni consolidate con il Vaticano e dalle implicazioni che una simile decisione avrebbe potuto generare nel dialogo interreligioso. La questione relativa a Kirill rappresentava uno dei punti più controversi del pacchetto in discussione.

La giornata di oggi è stata contrassegnata da una riunione dei Rappresentanti Permanenti dei ventisette Stati membri davanti al Consiglio degli Affari Esteri, convocata proprio per sbloccare il dossier. Sebbene le trattative abbiano registrato passi avanti nel confronto dialettico, non è stato ancora raggiunto l'accordo unanime necessario per l'approvazione finale delle misure restrittive. Gli ambasciatori dei paesi Ue continueranno a lavorare per trovare una soluzione condivisa nei prossimi giorni.