A San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) si è verificato un episodio di violenza stradale che sta generando discussioni accese nella comunità locale. Secondo quanto documentato in un video pubblicato sui social, un uomo era fermo sulle strisce pedonali intralciando il flusso veicolare. La situazione ha attirato l'attenzione di Giuseppe Barboni, imprenditore del territorio e iscritto al movimento politico Futuro Nazionale, il quale ha deciso di intervenire personalmente.

Barboni ha inizialmente allontanato una bicicletta dalla carreggiata, quindi ha avviato una discussione accesa con l'uomo. La lite si è rapidamente trasformata in violenza fisica: Barboni ha scaraventato l'uomo a terra colpendolo ripetutamente in volto con i pugni, per poi sollevarlo e spingerlo nuovamente sul marciapiede. L'intera sequenza è stata ripresa in video e condivisa dallo stesso Barboni sui social media, dove ha descritto l'accaduto utilizzando toni polemici.

Nelle sue dichiarazioni pubblicate online, Barboni ha sostenuto che l'uomo, identificato come iracheno, tormenterebbe la città ormai da mesi con comportamenti problematici. L'imprenditore ha asserito di essersi mantenuto "particolarmente tranquillo" durante l'accaduto e ha rimarcato che il blocco stradale si protraeva da circa dieci minuti senza giustificazione apparente.

La vicenda ha suscitato immediata reazione dalle istituzioni locali. Il sindaco di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni (schierato nel centrodestra), ha diffuso un comunicato tramite i social per stigmatizzare nettamente l'uso della violenza. Mozzoni ha enfatizzato come la violenza privata non possa rappresentare una soluzione legittima ai problemi di ordine pubblico, invitando i cittadini a percorrere esclusivamente la strada della legalità. Il primo cittadino ha inoltre ribadito l'impegno dell'amministrazione nel garantire sicurezza e decoro urbano in collaborazione con le forze competenti, prendendo esplicitamente le distanze da azioni di "giustizia fai da te".

L'episodio alimenta il dibattito sulla gestione della sicurezza urbana e sulla legittimità dell'intervento personale nei conflitti pubblici, evidenziando la tensione tra la percezione di emergenza securitaria e i principi dello stato di diritto.