L'Unione Europea prepara una contromossa diplomatica sulla sicurezza nel Golfo Persico. Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, ha annunciato un incontro di lavoro con i governi dei Paesi del Golfo per affrontare la crisi della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi commerciali più strategici al mondo.
Secondo quanto dichiarato dalla Kallas al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri di Bruxelles, il Memorandum d'intesa sulla sicurezza marittima della regione, finora sottoscritto, si è rivelato inefficace. La principale preoccupazione riguarda i rischi che incombono sulla circolazione navale attraverso lo stretto, con il timore concreto che vengono imposte restrizioni e sovrattasse al passaggio delle navi. L'obiettivo di Bruxelles è dunque trovare nuove strategie condivise per garantire la navigazione senza ostacoli e impedire eventuali forme di blocco commerciale.
Per quanto riguarda la situazione in Siria, l'Ue rimane vigile sulla stabilità geopolitica dell'area. Kallas ha sottolineato come il Paese rappresenti un elemento cruciale per evitare effetti destabilizzanti in una regione già fragile, anche considerando la presenza di consistenti comunità di rifugiati nei campi profughi. Finora, ha evidenziato l'Alto rappresentante, la Siria è riuscita a mantenere una posizione di neutralità rispetto ai conflitti che la circondano, una situazione che Bruxelles intende incoraggiare affinché il Paese continui a restare ai margini dei tensioni regionali.