Le piazze finanziarie europee si apprestano ad accogliere una nuova sessione all'insegna della prudenza, sulla scia di un fine settimana turbolento in Oriente. La Borsa di Seul ha registrato perdite significative, arretrando del 9 per cento, mentre gli indici dei futures europei segnalano una chiusura negativa per questa mattina. Tokyo scivola dello 0,75 per cento, Shanghai cede l'1,67 per cento e Shenzhen sprofonda del 1,99 per cento. Fa eccezione Hong Kong, che riesce a contenere i danni attestandosi a -0,04 per cento.

L'avversione al rischio che pervade i mercati è alimentata dai crescenti attriti tra Washington e Teheran. Nel corso del weekend, i due Paesi si sono scambiati colpi militari e hanno fornito narrazioni completamente divergenti sulla situazione dello Stretto di Hormuz, il cruciale passaggio attraverso il quale transita gran parte del commercio petrolifero mondiale. Questa incertezza geopolitica ha messo gli investitori in uno stato di allerta.

A pesare sui sentimenti dei mercati si aggiunge il vertiginoso rialzo del prezzo del greggio, conseguenza diretta dei timori legati alla sicurezza delle rotte commerciali nel Golfo. L'attenzione rimane comunque focalizzata sull'andamento dell'inflazione, con i dati europei attesi a fine settimana e il rapporto americano sull'indice dei prezzi al consumo in arrivo tra poche ore martedì.

Nella giornata di domani gli investitori statunitensi dovranno digerire un carico informativo particolarmente denso: oltre al CPI, è prevista la testimonianza semestrale di Warsh al Congresso e una raffica di risultati trimestrali delle principali banche americane. Un concentrato di appuntamenti che potrebbe determinare significativi movimenti sui mercati internazionali nelle prossime ore.