La Romania intende trasformare il Mar Nero in uno snodo cruciale per la sicurezza energetica e marittima europea. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri rumena Oana Toiu, sottolineando l'importanza di sviluppare un piano coordinato a livello continentale che affronti le sfide geopolitiche e infrastrutturali della regione.

Bucarest ha annunciato un'importante espansione della capacità produttiva nel settore energetico. La Romania aumenterà dell'80% la produzione di gas naturale estratto dal Mar Nero, confermando la volontà di rafforzare l'indipendenza energetica europea e ridurre le vulnerabilità legate alle forniture esterne. Un'operazione che potrebbe contribuire significativamente alla sicurezza energetica del continente.

In sinergia con la Bulgaria, il governo rumeno ha presentato una richiesta formale di finanziamenti europei per progetti infrastrutturali strategici. L'obiettivo è espandere la rete di cavi sottomarini nel Mar Nero, essenziale sia per il trasporto di energia che per le comunicazioni digitali. Questo intervento rappresenta un elemento chiave della visione condivisa dai due Paesi balcanici.

Romania e Bulgaria hanno inoltre promosso presso le istituzioni europee l'istituzione di un centro di coordinamento per la sicurezza marittima nel Mar Nero. L'iniziativa riflette la crescente consapevolezza dell'importanza strategica della regione per l'Unione Europea, in un contesto di rinnovato interesse geopolitico verso il bacino orientale del Mediterraneo allargato.