Al Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea, il ministro degli affari esteri della Lituania Kęstutis Budrys ha lanciato un appello affinché Bruxelles acceleri i tempi sui dossier ucraini ancora fermi nei cassetti della burocrazia comunitaria. Secondo il rappresentante di Vilnius, non existerebbero ragioni tecniche o procedurali che justifichino i continui rinvii che caratterizzano i negoziati con Kiev.

In particolare, Budrys ha evidenziato come già a luglio sarebbe stato possibile aprire simultaneamente tutti i cluster di discussione con l'Ucraina, ma domani verranno sbloccati soltanto il secondo e il sesto, con il rinvio di tutti gli altri alla stagione autunnale. Una strategia che Vilnius giudica controproducente, poiché alimenta ulteriori rallentamenti nelle trattative già complesse e delicate.

Ma le critiche del ministro lituano non si fermano qui. Budrys ha toccato anche la questione del Fondo europeo per la pace, lo strumento finanziario da 6,6 miliardi di euro destinato a rafforzare la capacità di difesa del Vecchio Continente. Secondo Vilnius, anche questo capitolo rimane inspiegabilmente bloccato, nonostante manchino motivazioni concrete per mantenere lo status quo.

Il governo lituano sostiene che l'Ue potrebbe e dovrebbe adottare decisioni rapide per sbloccare e aumentare i finanziamenti destinati tanto ai paesi membri quanto all'Ucraina, indirizzando le risorse verso le concrete esigenze di sicurezza e difesa della regione. Una posizione che riflette la crescente preoccupazione dei paesi baltici per la stabilità geopolitica dell'Europa orientale.