Xavier Bettel, ministro degli Affari Esteri del Lussemburgo, ha lanciato un appello diretto alle istituzioni europee per affrontare in tempi brevi la situazione nei territori occupati da Israele. Intervenendo al Consiglio Esteri dell'Ue, il diplomatico ha espresso frustrazione rispetto ai meccanismi decisionali comunitari, sottolineando come manchino ancora accordi concreti nonostante la pausa estiva si stia avvicinando.

Secondo Bettel, la Commissione europea avrebbe presentato diverse proposte sul tavolo negoziale, ma manifesterebbe una certa riluttanza nel chiarire le procedure necessarie per giungere a una decisione definitiva. L'esponente lussemburghese ha accusato implicitamente Bruxelles di cercare pretesti per rinviare ulteriormente il voto, aggiungendo che le posizioni dei singoli commissari non sempre convergono verso una linea comune.

Critica particolarmente acuta è stata rivolta alla prospettiva di rinviare qualsiasi provvedimento alle elezioni amministrative israeliane previste per ottobre. "Dobbiamo davvero aspettare un cambio di governo prima di riuscire a prendere una decisione?" ha domandato retoricamente Bettel, definendo l'eventualità come "poco decorosa" per le istituzioni democratiche europee. L'ex primo ministro ha esortato i colleghi a compiere progressi concreti nel breve termine, rivendicando l'urgenza di interventi sui territori occupati.

La dichiarazione riflette le tensioni interne all'Unione europea sulla questione mediorientale, dove diverse posizioni nazionali si scontrano con le difficoltà procedurali per raggiungere l'unanimità richiesta nelle decisioni più significative. Bettel ha dato credito alla nuova presidente della Commissione Kaja Kallas per aver almeno portato opzioni in discussione, evidenziando però come il percorso verso una risoluzione rimanga ancora molto accidentato e soggetto a continui rinvii.