La Commissione europea ha deciso di colpire duramente il fronte dello spionaggio digitale russo, vaando sanzioni contro una rete complessa di attori malevoli che opera sotto il controllo di Mosca. Il provvedimento riguarda complessivamente nove persone fisiche e quattro entità organizzative coinvolte in quella che Bruxelles definisce una vera e propria campagna sistematica di sabotaggio informatico. L'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas, ha sottolineato come dietro queste operazioni ci sia un ecosistema sofisticato che combina strutture statali, criminali del web, presunti attivisti hacker e società private.

L'indagine europea ha identificato come principale responsabile il 16° Centro del Servizio federale di sicurezza russo, l'Fsb, che coordinerebbe diversi gruppi di minacce informatiche incluso il famigerato collettivo Turla. Secondo la ricostruzione di Bruxelles, questa unità ha orchestrato per anni una escalation crescente di attacchi mirati a compromettere reti critiche dell'Unione e dei suoi Stati alleati, con particolare attenzione verso l'Ucraina. Francia, Germania, Polonia, Cipro, Olanda, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia figurano tra le vittime documentate di questa campagna aggressiva.

Gli episodi più recenti rivelano l'intensificarsi delle operazioni: la Francia ha subito penetrazioni nei sistemi governativi fin dal 2010, estesesi all'industria della difesa nel 2025, mentre la Germania ha visto prese di mira le proprie strutture pubbliche. La Polonia rappresenta un caso particolarmente grave, con i servizi dell'Fsb che avrebbero effettuato sabotaggi diretti contro infrastrutture energetiche critiche, in particolare centrali termoelettriche. Questi attacchi hanno provocato interruzioni nei servizi pubblici e ingenti perdite economiche.

Accanto agli operatori governativi, la dichiarazione europea sottolinea il ruolo enabler di criminali informatici indipendenti, falsi attivisti e imprese commerciali che agirebbero sotto istruzioni, direzione o controllo dello Stato russo. Questa struttura ibrida, che mescola apparati ufficiali e intermediari non statali, consente a Mosca di mantenere un margine di negabilità pur coordinando operazioni su larga scala. L'Ue ha firmato una condanna esplicita su quello che considera un abuso sistematico dell'ecosistema digitale a danno della sicurezza continentale.