Sandro Ruotolo, eurodeputato del Partito Democratico, interviene nel dibattito sulla protezione dei minori nel mondo digitale, sposando pienamente la linea espressa dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante la presentazione delle raccomandazioni del Panel europeo sulla tutela dei giovanissimi online. Secondo Ruotolo, è arrivato il momento di chiarire responsabilità: la sicurezza dei bambini e degli adolescenti in rete non può più gravare sulle spalle delle famiglie, bensì deve ricadere prioritariamente su chi sviluppa e amministra le piattaforme digitali.

L'eurodeputato dem pone un parallelo illuminante con la responsabilità dei produttori nei settori tradizionali. «Come i costruttori di auto o giocattoli devono garantire la sicurezza dei loro prodotti, lo stesso principio deve applicarsi alle aziende tech», afferma Ruotolo. Secondo questa visione, i giganti del digitale hanno l'obbligo concreto di eliminare dalle proprie piattaforme quegli elementi che incoraggiano dipendenza psicologica, comportamenti manipolativi e accesso a contenuti potenzialmente pericolosi o contatti rischiosi. La soluzione non può essere patchwork: la sicurezza deve essere integrata nella struttura stessa dei servizi sin dalla fase di progettazione.

Guardando al futuro normativo europeo, Ruotolo sottolinea che la Commissione presenterà una proposta concreta dopo l'estate, con interventi legislativi attesi per settembre. L'eurodeputato rimane cauto nel giudicare le misure specifiche prima di conoscerle nei dettagli, soprattutto su questioni sensibili come l'età minima di accesso ai social network, dove il dibattito rimane complesso e polarizzato.

Ciò che Ruotolo ribadisce con chiarezza è la necessità che le scelte politiche siano fondate su dati scientifici solidi e sul contributo di esperti, educatori, genitori e i giovani stessi. L'obiettivo dichiarato è ambizioso ma ragionevole: creare uno spazio digitale effettivamente sicuro per i minori senza negare loro i diritti e le opportunità che internet può offrire. Una sfida che richiede equilibrio tra protezione e libertà.