Il governo russo torna all'attacco contro la coalizione internazionale nota come 'Volenterosi', accusandola di essere una vera e propria alleanza di fautori di guerra. A formulare l'accusa è stato Dmitry Peskov, il principale portavoce del presidente Vladimir Putin, in una dichiarazione diffusa attraverso l'agenzia Interfax. Secondo Mosca, il vertice odierno che si sta tenendo a Parigi riunisce una serie di nazioni che operano deliberatamente contro gli interessi della pace nel conflitto ucraino.
Nel dettaglio, Peskov ha stigmatizzato il gruppo definendolo come un'organizzazione composta da Stati che consciamente operano per perpetuare lo stato di guerra, rifiutando ogni via negoziale e diplomatica. Il Cremlino sostiene inoltre che questi Paesi coltivano valutazioni completamente irrealistiche circa la possibilità di infliggere una disfatta militare e strategica alla Federazione Russa, una prospettiva che Mosca giudica priva di fondamento.
L'atteggiamento di Peskov riflette la crescente tensione tra Mosca e le democrazie occidentali che sostengono l'Ucraina. La riunione odierna dei Volenterosi rappresenta un momento cruciale nel coordinamento dei Paesi impegnati nel supporto a Kiev, sia dal punto di vista militare che economico e umanitario. Il Cremlino ha annunciato che seguirà attentamente gli sviluppi di questo incontro diplomatico.
La posizione russa rimane ferma nel contrapporre una narrazione dove la responsabilità della continuazione del conflitto ricade unicamente su chi fornisce assistenza all'Ucraina, mentre Mosca si presenta come vittima di pressioni esterne. Tuttavia, questa interpretazione resta fortemente contestata dalla comunità internazionale, che sostiene invece che la Russia sia l'aggressore nel conflitto iniziato con l'invasione del febbraio 2022.